Third Eye Foundation (Matt Elliott)
Lonesome Leash

Lonesome Leash (Usa)
Nel moniker Lonesome Leash, Walt McClements (anche attivo in passato negli Hurray for the Riff Raff, e Why Are We Building Such A Big Ship?) fa confluire in modo agile e meravigliosamente caotico le sue diverse esperienze e influenze musicali.
Partendo da un sinuoso suono di fisarmonica, vero e proprio marchio di fabbrica di McClements, Lonesome Leash si lancia in affondi folli e imprevedibili, incorpora al suo interno loop di batteria, un profluvio di feedback e fiati rigogliosi, finendo per creare una sorta di ambiente sonoro futu-rustico.
«Sono sempre stato interessato a far suonare la fisarmonica più come un sintetizzatore, o anche oltre un sintetizzatore, e mi piace aggiungere drum machine ed elettronica in quelle che normalmente sarebbero (o potrebbero essere) trame sonore molto tradizionali», spiega McClements.
Dal vivo il progetto si presente sotto forma di one man band, con McClements che si destreggia tra gran cassa, charleston, fisarmonica, tromba e voce. Un vero e proprio spettacolo in sé, che sortisce l’effetto di far dimenticare quante cose stiano accadendo contemporaneamente davanti ai propri occhi e fa svanire in un istante il pensiero che possa trattarsi solo di esibizionismo virtuosistico.
L’ep di debutto “I am no captain”, pubblicato nel gennaio 2013, è pervaso dalla gioia estatica e dal romanticismo fatalista che caratterizza la città di New Orleans, ma trasportati altrove e tradotti in una lingua universale. “Pelican” è la nostalgica ode a una festa danzante in salsa new wave tenuta in una vecchia villetta cadente, mentre l’epica “Ghosts” – posta in chiusura – rievoca emozioni familiari a chiunque abbia dovuto patire notti insonni in compagnia di qualcun altro.
L’ep successivo “One foot in front of the other”, uscito sul finire del 2013, comprende cinque canzoni scritte durante un tour di quattro mesi (da gennaio ad aprile 2013) ed è stato registrato in una pausa di due giorni a Brooklyn. Prodotto ancora una volta dall’ingegnere del suono Don Godwin (Callers, REANIMATOR), supera in tutte le direzioni i limiti estetici fissati dall’album di debutto e si ritrova a navigare in un vasto territorio sonoro in cui esili strumentali di sola fisarmonica si espandono in un lo-fi pop teso e turbolento, fanfare sghembe si intrecciano a strati di fisarmonica distorta, e incalzanti beat elettronici si dissolvono in tenui paesaggi bucolici.
Lonesome Leash compone musica per gente solitaria, euforica e inquieta: la sua è una colonna sonora per vite folli e magnifiche.

lonesomeleash.com
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THIRD EYE FOUNDATION aka MATT ELLIOTT (Usa)
plays SEMTEX

L’etichetta Ici D’Ailleurs festeggia il ventesimo anniversario di Semtex dei THE THIRD EYE FOUNDATION, un album Drum&Bass tra i più influenti della sua epoca, parlando di Matt Elliott, il suo creatore, che con questo album pone le basi della propria evoluzione artistica.

Matt a vent’anni aveva già sperimentato ogni area dell’industria musicale. Nel 1996 con il suo progetto The Third Eye Foundation pubblica il suo primo album, Semtex, registrato in uno squat con Matt Jones, dei Crescent, usando un registratore 4 tracce prestatogli da Dave Pearce dei Flying Saucer Attack. Semtex è l’antitesi della musica elettronica da dancefloor e ben si accorda coi temi cari a Matt, quali solitudine, rabbia e ribellione. I The Third Eye Foundation hanno pubblicato durante la loro carriera 5 studio album e tanti EP e singoli.

Matt Elliot poco a poco si distacca dal laptop si dedica alla chitarra ed alla voce, ora centrali nella sua carriera da solista e pubblica 3 splendidi lavori: The Mess We Made (2003), Songs trilogy (2004-2009) e Only Myocardial Infarcation Can Break Your Heart (2013). Ogni tanto, però, resuscita la The Third Eye Foundation e si diverte a remixare artisti famosi quali Tarwater, Blonde Redhead, Mogwai.

L’Edizione Speciale 20° Anniversario di Semtex non è una semplice riedizione; contiene 23 brani inediti, la maggior parte dei quali registrate su cassetta dal 1991 al 1997 e rimasterizzati da Anders Peterson. Questa edizione è una testimonianza della corrosiva attitudine dei The Third Eye Foundation.

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