Luglio Rosa:
CECILIA,
JOSEPHINE FOSTER,
LORI GOLDSTON,
JULIA KENT

Il mese di luglio interamente dedicato alle donne

Sarà un “Luglio rosa” quello organizzato quest’anno da Degustazioni Musicali Umbria. Quattro martedì dedicati interamente alla musica al femminile nella splendida cornice di San Gemini, in provincia di Terni, con tre artiste internazionali di grande calibro (es. Lori Goldston from Nirvana Unplugged in NY)

7 luglio: Cecilia (It)

Cecilia @ Chiostro San Giovanni Battista (07/07/15)

La storia inizia nel 1994 quando, a 5 anni, Cecilia rimane affascinata da un’arpa vista in TV.
Nel 1998 scrive una lettera a Babbo Natale senza alcuna intestazione ed un unico contenuto: “ARPA”.
Lo strumento arriva e due anni dopo Cecilia viene ammessa al Conservatorio di Torino.
Studentessa ribelle, ma talentuosa e curiosa, coltiva il gusto per la sperimentazione, cercando di slegare l’arpa dall’immagine classica ad essa associata.
A 15 anni entra nell’orchestra diretta dal jazzista Furio di Castri e nel coro del Conservatorio. Così Cecilia scopre di saper cantare e inizia a farlo suonando la musica che ama.
Il debutto live avviene nel 2005 durante la Festa dell’Unità di un paesino sconosciuto a Google Maps, ma sicuramente nella Val Varaita.
Ottenuto il diploma al Conservatorio, Cecilia “fugge” a Los Angeles e si mantiene suonando busking. Tre mesi dopo torna a Torino da dove riparte scegliendo questa volta la vita da marinaio: si imbarca otto mesi per “allietare” le orecchie dei turisti in crociera. Lì capisce che ≪fare male quello che si ama è terribile≫, ma quest’esperienza le permette di conoscere tanti posti (dall’India alla Cina, dal Mediterraneo alla Penisola Arabica) e arricchirsi di volti e storie.
Senza lasciare mai l’arpa, nel 2011 torna a casa, inizia a lavorare in libreria e finalmente a prendersi il tempo per scrivere le sue prime canzoni.
Grazie all’incontro con il produttore Neda – MeatBeat Studio – scopre l’elettronica e le si spalancano le porte di nuove possibilità espressive, sia strumentali che vocali. L’arpa inaspettatamente pop diventa il punto di partenza per raccontarsi e raccontare ciò che ha intorno.
Intensa è la sua attività live che nel 2014 l’ha portata a tenere oltre 40 concerti in giro per l’Italia, tra cui gli opening dei live di Levante e Marta sui Tubi. Si è inoltre esibita in manifestazioni di livello nazionale come il concerto per i 20 anni di Emergency a Roma, l’inaugurazione della 29a edizione del “Torino Gay and Lesbian Film Festival”, il Gerundium Festival di Bergamo e il Microcosmi Festival di Comerio (Va) diretto da Vittorio Cosma.
Il 2015, per Cecilia, si apre con due progetti internazionali. Firma il tema musicale di 6Bianca, il primo serial teatrale italiano, prodotto dal Teatro Stabile di Torino e Scuola Holden, scritto da Stephen Amidon (suo il romanzo Il Capitale umano da cui Paolo Virzì ha tratto l’omonimo film, in corsa per la candidatura all’Oscar 2015) per la regia di Serena Sinigaglia, e si esibisce in Danimarca con il proprio repertorio di inediti insieme alla compagnia Cantabile2, nello spettacolo Ord mellem rum (The space between two words).
Il 21 aprile 2015 è stato pubblicato, per “Qui Base Luna” il suo primo disco di inediti: 11 canzoni, scritte in italiano e inglese, che hanno come protagonista una sintesi poetica di voce, arpa e, per la prima volta, l’elettronica

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14 luglio:  Josephine Foster (Usa)

Josephine Foster @ Chiostro San Giovanni Battista (14/07/15)
Torna in Italia la sirena del folk, una delle voci più incredibili sentite negli ultimi anni.

Imperdibile se vi piacciono Joanna Newsom, CocoRosie e Antony, rispetto ai quali, però, la proposta sonora di Josephine è decisamente più sperimentale e coraggiosa…
“Ogni volta Josephine Foster è costretta a stupirci. Ogni disco che degna della sua voce è un approdo, una spiaggia, una terra completamente vergine. Con ogni disco supera il precedente e se stessa, in una gara che vede unici perdenti noi che ascoltiamo… si accompagna stavolta con due chitarre, una acustica per gestire tempi e melodie, l’altra elettrica e a tratti poco meno che lancinante per generare voli e dilatazioni della psiche. I pezzi sono per l’ennesima volta delle autentiche perle… L’umore che si respira è quello austero, misterico e quasi oltrenaturale degli album di Nico… L’ennesimo tassello di un “nuovo folk” che scava sempre più dentro le proprie radici; raramente con tanta ispirazione e ragionato sentimento come in questo caso” – (8) Blow Up aprile ’06, Stefano Isidoro Bianchi “La miglior voce del prewar folk? Personalmente non ho dubbi. Non solo: di quel brulicante calderone di nomi che negli ultimi anni ha costretto a rimettere indietro le lancette degli orologi del rock underground americano a me pare anche la miglior penna e l’interprete più matura…. Ogni volta Josephine Foster è costretta a stupirci. Ogni disco che degna della sua voce è un approdo, una spiaggia, una terra completamente vergine. Con ogni disco supera il precedente e se stessa, in una gara che vede unici perdenti noi che ascoltiamo… si accompagna stavolta con due chitarre, una acustica per gestire tempi e melodie, l’altra elettrica e a tratti poco meno che lancinante per generare voli e dilatazioni della psiche. I pezzi sono per l’ennesima volta delle autentiche perle… L’umore che si respira è quello austero, misterico e quasi oltrenaturale degli album di Nico… L’ennesimo tassello di un “nuovo folk” che scava sempre più dentro le proprie radici; raramente con tanta ispirazione e ragionato sentimento come in questo caso”

21 luglio: Lori Goldston (Usa)

Lori Goldston @ Chiostro San Giovanni Battista

Educata alla maniera classica e accademica e rigorosamente “de-programmata”, Lori Goldston è uno spirito senza quiete: violoncellista, compositrice, improvvisatrice, produttrice, scrittrice e insegnante di stanza a Seattle. La sua voce come violoncellista è profonda di una bellezza ruvida che, amplificata o acustica, è piena, ricca, dedicata e originale. Sempre alla ricerca di risposte, si muove senza posa sui confini che separano i generi, la disciplina, il tempo e la geografia, facendo performance in club, cafè, gallerie, arene, sale da concerto, granai, cerimonie, barbecue e stadi; ha fatto tour con i Nirvana ed è apparsa anche con loro sul palco del mitico Unplugged in New York.

Al momento collabora e cospira, tra gli altri, con gli Earth, Mirah, David Byrne dei Talking Heads, Jherek Bischoff, Cat Power, Kimya Dawson, Embryo, The Wedding Present, Laura Veirs, Secret Chiefs 3, Marisa Anderson, Tara Jane O’Neil, Threnody Ensemble…

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www.lorigoldston.com
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28 luglio: Julia Kent (Can)

Julia Kent @ Chiostro San Giovanni Battista
Julia Kent è nata Vancouver, in Canada, ha studiato violoncello all’università dell’Indiana, Bloomington e vive a New York.
Dopo aver lasciato la band Rasputina (con cui ha inciso due album pubblicati dalla Columbia Records) si è unita ad Antony and the Johnsons, per curare gli arrangiamenti d’archi di “I am bird now” e avviando, da qui, una folta serie di collaborazioni, che l’hanno vista suonare assieme, tra gli altri, a Devendra Banhart, Angela Mc Cluskey e Leona Naess.
Con Antony inaugura una lunga serie di tours in Europa, Nord America, Australia e Brasile (tra i luoghi toccati dal tour la Carnegie Hall e la Royal Albert Hall) nonchè una serie di apparizioni radiofoniche e televisive
Nel 2007, dopo aver suonato con una miriade di artisti, decide di rifugiarsi nel suo appartamento del Lower East Side per dedicarsi alla stesura del suo primo album da solista.
La Important Records da alle stampe Delay ispirato dai lunghi tour e dalla riflessione sul disorientamento legato al senso del viaggio. Tracce di violoncello sovrapposte, inframmezzate da registrazioni ambientali degli aereoporti e omnichord. Come solista, ha suonato al Donau Festival in Austria, al LEM festival di Barcellona ed in diverse località in Europa e negli Stati Uniti. La rivista Lucid Culture riferisce di una sua recente apparizione a New York come “affascinante e mesmerica; basculante tra ambient visionario ed evocativo e un’austerità trascinante”. Ha appena pubblicato il suo secondo album come solista Green and Grey (Tin Angel records/ Important Records) ispirato dalla riflessione sul rapporto tra processi organici e tecnologia ; tra umanità e contesto naturale – un richiamo all’intervento degli uomini sulla natura e al modo in cui le due cose interagiscono.
Un brano di Julia Kent compare nella colonna sonora del film “This Must Be The Place” di Paolo Sorrentino.

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juliakent.com
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