Dagger Moth + Daniel Martin Moore

Dagger Moth (it)

Progetto solitario di SARA ARDIZZONI, trasversale chitarrista (per scelta) e cantante (per caso). Una specie di one-woman-band, con chitarra elettrica, voce ed elettronica, che miscela loop, noise e melodia in bilico fra caos e struttura
Dopo anni di attività in varie band (Pazi Mine, Pilar Ternera, Sorelle Kraus) ed alcune colonne sonore (sia live per spettacoli teatrali che per cortometraggi), dall’estate del 2012 sperimenta il palco da sola. In pochi mesi il set solista si è evoluto in location diversissime: locali, houseconcert, giardini, festival, teatri, aprendo anche per Fennesz, Shannon Wright, Pumajaw, Sam Amidon, East Rodeo, Marlene Kuntz, Hugo Race & Fatalists, Perturbazione.
Il disco omonimo, uscito ad aprile 2013 su Psicolabel, vede la collaborazione di Giorgio Canali al mixer e di Joe Lally (Fugazi), Alfonso Santimone (collettivo Gallo Rojo) e Luca Bottigliero (One Dimensional Man, Lucertulas).

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Daniel Martin Moore (Usa)

Daniel Martin Moore è un cantautore del Kentucky.
Il suo debutto arriva nel 2008 sulla prestigiosa Sub Pop, storica label che nonostante il passato (e il presente) fatto di sonorità distorte non disdegna di inserire nel suo roster folk di grande qualità (Iron & Wine e Fleet Foxes su tutti). E’ un demo inviato dallo stesso Daniel un anno prima a catturare l’attenzione dell’etichetta che non si farà scappare l’occasione di dare alle stampe “Stray Age”primo, ottimo, disco di questo giovane talentuoso songwriter.
Nel 2010 si replica questa volta alzando il tiro. Esce “Dear Companion” album interamente scritto e suonato da Daniel Martin Moore insieme a Ben Sollee, e prodotto da Jim James leader e cantante dei My Morning Jacket e membro dei Monsters of Folk di Conor Oberst ovvero Bright Eyes.
Dopo una serie interminabile di live in giro per gli States in apertura di artisti del calibro di Iron & Wine, The Swell Season e My Morning Jacket nel 2011 Moore realizza, sempre su Sub Pop, l’apprezzato “In the Cool of the Day” .
Un album insieme alla cantautrice Joan Shelley (“Farthest Field” 2012), una raccolta di vecchi demo (“Archives Vol.1” – 2013) sono infine l’antipasto ideale al prossimo disco di Daniel Martin Moore, atteso, nell’anno in corso.


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